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Nell’arte della guerra, non è necessariamente vantaggioso disporre di forze sovrabbondanti per scoraggiare atti ostili. E’ sufficiente invece consolidare te stesso, valutare il nemico e guadagnarti il popolo, ecco tutto.
Ubaldini, Roma 1990
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Ubaldini, Roma 1990 Chen Hao, valoroso ufficiale dell’esercito cinese vissuto durante il regno della dinastia Sung, agli inizi del XII secolo, commenta così la venticinquesima legge: “Se la tua forza militare non supera quella del nemico, e non c’è alcun vantaggio ad avanzare, non è necessario chiedere l’invio di truppe da altri paesi. Consolida te stesso e guadagna alla tua causa la popolazione locale; così ti opporrai fermamente al nemico”. Leggermente più sintetiche le osservazioni di Jia Lin: “Grandi eserciti che si battono contro piccoli non sono tenuti in grande stima. Ciò che è tenuto in alta stima è un piccolo esercito che ne sconfigge uno grande”.
Bur, Milano 2006 Afferma Sun Tzu nella venticinquestima legge: “Quando le truppe nemiche ti si presentano minacciose, mantenendo a lungo questo atteggiamento, senza impegnarsi a combattere e senza ritirarsi, devi vagliare attentamente la situazione. La strategia non è migliorata dalla quantità di truppe impiegate. L’avanzata non dipende soltanto dalle forze militari. Non bisogna fare altro che impegnare tutte le proprie energie nell’affrontare il nemico, prenderlo prigioniero e finirlo.” L’insegnamento principale dell’autore riguarda l’elemento numerico, quantitativo dell’esercito: se le truppe sono cospicue ma male organizzate e disposte in modo inefficiente, a nulla servirà la superiorità di uomini che si vanta nei confronti dell’avversario.
Guida Editore, Napoli 2005 “Quando le truppe nemiche marciano decisamente e poi sostano a lungo di fronte alle nostre senza dare battaglia e senza ritirarsi, la situazione richiede grande vigilanza e circospezione. Quando le nostre truppe sono inferiori a quelle del nemico, la situazione è chiara: significa che non possiamo sferrare un attacco diretto. Quello che possiamo fare è semplicemente concentrare tutte le forze valide, sorvegliare attentamente le mosse delle forze nemiche e cercare rinforzi” Da quanto Sun Tzu afferma nella venticinquesima legge emerge chiaramente il suo punto di vista relativamente all’organizzazione quantitativa e qualitativa dell’esercito; non mancano consigli pratici che l’autore fornisce per sopperire a un’inferiorità numerica delle proprie truppe nei confronti di quelle avversarie.
Oscar Mondadori, Milano 2003 “Quando le operazioni militari si prolungano furiosamente, senza attacchi né ritirate, bisogna studiare la situazione con attenzione e stare in guardia. Nelle operazioni militari, disporre di truppe numerose non significa necessariamente un vantaggio. Non avanzare in modo marziale. E’ sufficiente raccogliere le forze, valutare la situazione del nemico e catturarlo, questo è tutto. Secondo Sun Tzu la vittoria sorge dalla preponderanza, la quale cresce grazie alla conoscenza e si esprime nella padronanza della situazione del momento. Non bisogna cercarla nei fattori numerici e non si devono sprecare le proprie risorse in ostentazioni militari.

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