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Ho sentito parlare di strategie goffe e sbrigative che però non possono essere osservate, laddove sia richiesto un uso prolungato dell’ingegno. Sinora non è mai esistita una strategia che abbia richiesto il protrarsi della sua applicazione, e nel contempo sia risultata utile allo Stato. Coloro che non sono consapevoli dei vantaggi derivanti dall’applicazione delle strategie non possono essere neppure consci dei danni derivanti dalla loro applicazione.
Bur, Milano 2006
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Bur, Milano 2006 “Evitare strategie goffe e sbrigative ed essere consapevoli dei danni che derivano dalla loro applicazione”. E’ questo il monito che Sun Tzu avanza nella quindicesima legge. E per evitare strategie fallimentari il consiglio avanzato dall’autore, deducibile da un’analisi complessiva dell’intera opera, è quello di non puntare sulle proprie truppe nel tentativo (troppo spesso vano) di renderle perfettamente efficienti, ma di cercare di sfruttare le risorse del nemico. Il fatto che esso, per esempio, potrebbe essere provato delle vettovaglie costituisce un’azione molto più incisiva del mero tentativo di aumentare le proprie. Inoltre, anche le unità militari del nemico potranno essere sfruttate strategicamente; un determinato comportamento, teso ad accattivarsi i favori dei soldati nemici fatti prigionieri attraverso premi e incentivi, potrà essere molto più efficace della barbarie di passarli per le armi.
Guida Editore, Napoli 2005 Anche in questa legge vale la raccomandazione generale in base alla quale non si inizia una guerra se non si è preparati. Se la guerra non è stata accuratamente pianificata, le conseguenze economiche, sociali e politiche negative diventano inevitabili: i bisogni dell’esercito, specie se la campagna si prolunga, fanno salire i prezzi perché la domanda di beni si impenna. La stabilità dello Stato, in queste condizioni, viene meno e la guerra si trasforma in una causa di rovina per il principe e per lo Stato. Questo schema economico, sociale e politico valido anche oggi, nasceva da una realtà abbastanza semplice, ma proprio per questo è grande merito di Sun Tzu averlo colto nella sua concatenazione di cause ed effetti. In vista della partenza della guerra, infatti, i soldati cercavano di portarsi dietro il più possibile di quello che pensavano potesse servire loro successivamente. La domanda concentrata su serti beni ne faceva aumentare il prezzo, accresceva il prezzo dei minori beni residui e globalmente riduceva le risorse del popolo.
Oscar Mondatori, Milano 2003 Per evitare i danni prodotti dall’applicazione di strategie frettolose, e per giungere all’obiettivo primario della vittoria, Sun Tzu consiglia anzitutto di sfruttare la percezione del mondo del nemico. Se ad esempio gli avversari credono che la posizione del comandante sia protetta, non attaccheranno, che ciò sia vero oppure no. In particolare, il metodo usato dal comandante saggio per ottenere la vittoria è composto da due aspetti: straordinario e ordinario. Dare battaglia in condizioni prevedibili: questo è l’aspetto ordinario, ovvero le azioni familiari e comprensibili, ciò che il nemico può facilmente vedere. Tuttavia, il comandante saggio sconfigge gli avversari con lo straordinario, cioè con azioni che essi non riescono neppure ad immaginare. Non si tratta di gesti straordinari, ma semplicemente inaspettati.
Ubaldini, Roma 1990 Come già esaminato, secondo Sun Tzu un’operazione militare lungamente protratta nel tempo non è mai vantaggiosa per una nazione. Addirittura alcuni eserciti, pur maldestri nell’attacco, hanno preso il sopravvento grazie all’estrema rapidità, perché così facendo non hanno dovuto logorare le truppe né dare fondo alle provviste. Un antico adagio cinese a proposito recitava: sii rapido come il tuono che scoppia prima di poterti coprire le orecchie, improvviso come il lampo che divampa prima di poterti chiudere gli occhi. A questo concetto consegue il secondo adagio della legge: chi non è pienamente consapevole degli svantaggi dell’impiego delle armi, non potrà essere consapevole neppure dei vantaggi. In particolare, per Sun Tzu, chi, programmando la mobilitazione delle forze e l’inizio della campagna, non tiene conto dei pericoli e delle distruzioni, non coglierà alcun frutto. Al tempo stesso, lo svantaggio più temibile è quello prodotto da generali arroganti e soldati negligenti che, per avidità di guadagno, dimenticano che si può produrre un imprevisto mutamento della situazione.

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