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Gli esperti di pratica strategica non raddoppiano le truppe, né triplicano l'aggravio fiscale. Scelgono ciò che torna utile allo Stato, e tassano piuttosto il nemico, per consentire all'armata di ricevere approvvigionamenti a sufficienza.
Bur, Milano 2006
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Bur, Milano 2006 Si torna al concetto già espresso nella legge precedente: cercare di potenziare razionalmente le proprie forze sfruttando, quanto più possibile, le risorse del nemico, sottraendo all'avversario tutto ciò che può fornirci. E' il principio del judo, nella misura in cui si ritorce la forza dell'avversario contro di lui, anziché mirare a sviluppare la propria. Questo assunto è mutuato dal Taoismo: si cerca di non agire lasciando ogni iniziativa all'avversario: che si impegni lui nell’azione, con tutti i rischi e le possibilità di errore che ne risultano! In definitiva, sconfiggere il nemico non significa distruggerlo, bensì piegarlo alle nostre volontà, spingerlo a lavorare per i nostri scopi. E' una convinzione estremamente valida: non soltanto sul piano militare o bellico, ma nell’impatto con qualsiasi genere di ostilità.
Guida Editore, Napoli 2005 Secondo Sun Tzu l'approvvigionamento delle risorse deve essere effettuato presso il nemico per due ragioni fondamentali: da una parte per impoverire il nemico stesso, dall’altra per non sconvolgere economicamente il proprio paese. Uno Stato, infatti, che debba approvvigionare l’esercito lontano attingendo alle proprie risorse, è costretto a sottoporre coloro che restano a lavorare i campi a requisizioni e tassazioni sempre più onerose. Senza considerare che alla normale attività agricola, in tempi di guerra, si può dedicare un settimo della normale forza lavoro a causa della leva. In tal modo, l’autore parte da considerazioni economiche, tocca questioni sociali e giunge alle problematiche che più gli premono: quelle politiche. Il rischio vero, ciò che va assolutamente evitato, è infatti la crisi finale della solidarietà tra il popolo e il sovrano che ha dichiarato la guerra.
Oscar Mondatori, Milano 2003 Quando si combatte, occorre evitare i carichi straordinari relativi al creare, trasportare, mantenere e consumare i propri beni, approfittando invece dei beni che si trovano a portata di mano. In questo modo si usano le risorse stesse del nemico per sconfiggerlo. Sun Tzu parte dalla constatazione di base di come il processo di impoverimento innescato dalla guerra interessi ogni settore dell’economia: non influenza solamente i beni materiali ma tende a minare la stessa struttura sociale. Il generale capace, pertanto, "va in cerca di cibo in mezzo al nemico", dal quale ottiene vettovaglie e rifornimenti, evitando così di sovraccaricare lo Stato e il popolo. In ultima analisi, l’economia della battaglia assegna un valore, un'importanza fondamentale al buon uso delle risorse materiali: togliere il sostentamento al nemico ci avvicina sempre di più alla vittoria.
Ubaldini, Roma 1990 Il punto di partenza è la concezione di Sun Tzu per la quale il popolo è il pilastro della nazione e il cibo è il massimo bene del popolo. I governanti devono rispettare tale imprescindibile regola ed essere il più possibile economi. Contribuendo con beni, cibo e lavoro alle operazioni militari, le persone comuni intaccano infatti la maggior parte del proprio sostentamento: fornendo gli equipaggiamenti, il governo impegna più della metà delle entrate. Il risultato è che si aumentano le tasse, si logora l'esercito e si strema la popolazione: quando le tasse sono troppo gravose e il popolo è in miseria, l'unico destino per il paese è la rovina. Un saggio generale s'impossessa perciò delle risorse del nemico. Questo, a proposito, il commento di Jia Lin (autore cinese che visse tra il 650 e il 900, durante la dinastia Tang): "laddove c'è accentramento di truppe, i prezzi vanno alle stelle. Avide di profitti eccezionali, le persone vendono tutto ciò che hanno; anche se all’inizio ne ricavano un utile considerevole, finiscono per dare fondo a tutti i loro beni. Inoltre, per compensare l'aumento delle tasse, chi ha qualcosa da vendere cerca di realizzare il massimo. Le persone comuni si rovinano negli acquisti, di conseguenza il paese s'impoverisce".

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