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Se conosci il nemico e conosci te stesso, nemmeno in cento battaglie ti troverai in pericolo. Se non conosci il nemico ma conosci te stesso, le tue possibilità di vittoria sono pari a quelle di sconfitta. Se non conosci né il nemico né te stesso, ogni battaglia significherà per te sconfitta certa.
Oscar Mondadori, Milano 2003
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Oscar Mondadori, Milano 2003 La conoscenza protegge dal pericolo. Il generale, così come qualsiasi persona che eserciti comando, deve conoscere sia se stesso sia l’altro, sia le proprie condizioni sia quelle dell’altro. Si tratta di un requisito molto difficile da possedere, che proprio per questo identifica in modo certo la figura del leader. Tale prerogativa presuppone una notevole abilità: quella di penetrare tutti gli aspetti del mondo, tanto le nostre caratteristiche quanto i tratti della personalità del nemico, i suoi pregi e i suoi difetti. Il conseguimento della vittoria dipende infatti dal conquistare intero e intatto il nemico e contempla il sé e l’altro in una visione globale.
Bur, Milano 2006 Il capitolo si conclude con tre asserzioni paradigmatiche, il cui commento è inesauribile. In qualsiasi confronto, o conflitto, si danno due termini caratterizzanti: se stessi e gli altri. Ci sono tre possibilità, con le relative conseguenze:
1 – si conoscono entrambi i termini, e allora si risulterà vittoriosi in ogni circostanza;
2 – si conosce uno solo dei due termini, se stessi ma non gli altri, e allora si andrà incontro a successi e/o fallimenti, con pari probabilità
3 – non si conosce nessuno dei due termini e, allora, indipendentemente dalla consistenza delle proprie forze o dalle situazioni ambientali, si sarà sicuramente sconfitti.
Sun Tzu invita il lettore a riflettere su queste considerazioni conclusive: la condizione determinante, riguardo all’esito della battaglia, non è legata alle circostanze, quanto piuttosto alla consapevolezza “psicologica”, per la quale la conoscenza di se stessi e degli altri si rivela essenziale. Se soltanto si riuscisse ad acquisirla, nessun avversario sarebbe mai in grado di intimidirci, in qualsiasi campo “di battaglia” della vita.
Guida Editore, Napoli 2005 I consigli di Sun Tzu sono sintetici ed inequivocabili: suggeriscono di raggiungere la piena consapevolezza di se stessi prima di intraprendere qualsiasi azione contro il nemico o, più genericamente, un qualsiasi avversario. Ammonisce l’autore: ”Conoscendo gli altri saprai attaccarli. Conoscendo te stesso, saprai difenderti. L’attacco è la preparazione della difesa; la difesa a sua volta è la strategia migliore per l’attacco. Consapevole di ciò, non sarai mai in pericolo, sia pure affrontando centinaia di battaglie. Conoscendo solo te stesso, dovrai conservare la tua energia e attendere, mentre conoscere solo la difesa, ma non l’offesa, corrisponde a metà vittoria e metà sconfitta. Ignorando tanto la difesa quanto l’offesa, sarai disfatto in battaglia.
Ubaldini, Roma 1990 Dice Sun Tzu: “Perciò è detto che se conosci gli altri e te stesso, non sarai in pericolo anche in centinaia di battaglie; se non conosci gli altri ma conosci te stesso, ne vincerai una e perderai l’altra; se non conosci gli altri né te stesso, ogni battaglia ti sarà letale”. Dunque, non si correrà alcun rischio se si conosce al meglio la propria forza e, al tempo stesso, ci si premunisce contro quella nemica. D’altra parte, non vi potrà essere alcuna certezza della vittoria se si omette di valutare il nemico a causa della propria forza. Il commentatore Du Mu suggerisce: “Raffronta i tuoi governanti con quelli nemici, i tuoi comandanti con quelli nemici, la tua logistica con quella nemica, il tuo terreno con quello nemico. Compiute queste valutazioni, conoscerai superiorità e inferiorità, forze e debolezze; ciò ti metterà in grado di prevalere immancabilmente.

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