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Il buon generale, da un lato si protegge e dall’altro lato è pronto a cogliere la vittoria decisiva. Prevedere una vittoria evidente, che anche il primo venuto può ottenere, non è il massimo dell’abilità.
Guida Editore, Napoli 2005
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Guida Editore, Napoli 2005 Il generale capace si protegge e attacca valutando attentamente tutte le variabili. Il calcolo puntuale delle varie componenti in gioco è esemplificato dal caso dei missili sovietici ss-20 e degli euromissili americani. Mosca installò dal 1977 gli ss-20, muniti di tre testate nucleari e con un raggio d’azione di 5-6 mila chilometri. Con la loro precisione, potevano distruggere gli obiettivi militari dell' Europa Occidentale, disarmandola e costringendola ad accettare l’egemonia sovietica. Il piano strategico dei sovietici era il seguente: se l’URSS distrugge le capacità militari dell’Europa, gli USA non rischieranno una guerra per liberare il Vecchio Continente. Ma la risposta occidentale fu ben calcolata: nel 1979 la Nato decise di installare in alcuni paesi europei missili Pershing-2 e Cruise, che avrebbero potuto facilmente raggiungere il territorio sovietico, distruggendo in gran parte il suo arsenale militare, che così si sarebbe trovato in inferiorità rispetto a quello americano. In altre parole, con i missili ss-20 l’URSS aveva aumentato le probabilità di uno scontro diretto con gli USA, che voleva invece evitare a ogni costo. E poiché anche gli USA non volevano una guerra con gli URSS, nel 1987 le superpotenze si accordarono per ritirare e smantellare i missili. Di fatto si trattò di una guerra non combattuta ma vinta dall’Occidente, a dimostrazione ancora una volta di come la vera abilità non sta nell’azione a tutti i costi, ma in un’attenta considerazione delle proprie forze e della situazione dell’antagonista.
Bur, Milano 2006 “Gli esperti nell’arte di opporre resistenza si celano nelle più minute pieghe del terreno; gli esperti nell’arte dell’attacco si muovono nei cieli più elevati. Per questo sono in grado di proteggersi, riportando la vittoria totale”. Sun Tzu afferma che non è abile chi prevede una vittoria che chiunque potrebbe conseguire e che vincere in una battaglia universalmente considerata difficile non è indice di autentica capacità. Ed esemplifica il concetto con alcuni paragoni: allo stesso modo, staccare un capello che cade d’autunno non significa avere molta forza, oppure riuscire a veder il sole e la luna non significa avere una vista acuta, o ancora, riuscire a sentire il tuono non significa avere un udito fine. La vera abilità consiste proprio nel vincere chi si può battere facilmente: così le battaglie degli esperti si risolvono senza vittorie straordinarie, senza acquisire grande fama derivante dalla propria saggezza e dal proprio coraggio.
Oscar Mondadori, Milano 2003 Sintetizzando quanto finora espresso nel capitolo, secondo l’autore la vera abilità del generale sta nel mantenersi saldo nella difesa, efficace nell’attacco e senza manchevolezze; nel prevedere la vittoria prima di ottenerla e nell’evitare la sconfitta prima di subirla.
Il testo standard in tal caso dice: “Ciò che si intende per abilità consiste nel vincere chi si può battere facilmente”. Significa che il generale esperto combatte solamente coloro che possono essere facilmente sconfitti, e pertanto non ottiene grande fama. Il testo originario arriva alla stessa conclusione, ma per ragioni diverse: ciò che la maggior parte delle persone è in grado di vedere non è abilità. La vera abilità è invisibile agli occhi delle persone ordinarie ed è in grado di raggiungere obiettivi molto più alti di quanto esse possano immaginare. E per questo motivo le vittorie conseguite dal generale abile, dal condottiero vincente, sono nella maggior parte dei casi sconosciute.
Ubaldini, Roma 1990 Secondo Sun Tzu, “prevedere una vittoria palese a tutti, non è vera previsione, così come giudicare buona la vittoria ottenuta in battaglia, non è un buon giudizio”. Questo perché ciò che è già successo è palese a tutti e dunque è divenuto ovvio. Mentre la vera persona previdente conosce ciò che non ha ancora preso forma, quindi prima ancora che avvenga. Tutti infatti sono in grado di ritenere buona una vittoria ottenuta dando battaglia, ma la cosa realmente valida e difficile è valutare l’impercettibilità e vedere il nascosto ottenendo la vittoria prima dell’apparire della forma. Le persone comuni sono in effetti portate a vedere i mezzi con cui la vittoria è stata ottenuta ma non conoscono i modi per assicurarsela preventivamente. In altre parole, constatare uno scontro in atto non richiede alcuna abilità: la conoscenza che non va al di là di ciò che tutti conoscono, non è vera conoscenza.

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