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Snerva il vigore delle truppe, spoglia il cuore dei generali. Al mattino il vigore è fresco, a mezzogiorno è calato, alla sera è scemato. Perciò l’abile guerriero evita il vigore fresco del nemico e attacca quando è calato o scemato. Questa è l’arte di padroneggiare il vigore.
Ubaldini, Roma 1990
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Ubaldini, Roma 1990 Secondo Sun Tzu, dal vigore dipende l’esito dello scontro. A proposito, Zhang You osserva come “chiunque può essere incitato a lottare, e anche chi si impegna senza timore della morte lo fa perché spinto dal proprio vigore. Per quanto riguarda i propri uomini, occorre suscitarne il - vigore comune -, in modo che nessuno sia in grado di tener loro testa. Per quando riguarda i nemici, l’imperativo è invece quello di - snervarne il vigore -, che all’inizio è forte, applicando la regola di procrastinare lo scontro. “Attendi che diventino svogliati, snervati dall’attesa, e poi attacca – prosegue il commentatore -. Quanto ai generali, spoglia il loro cuore, perché da esso dipendono ordine e disordine, coraggio e viltà. Perciò, chi è abile nel controllare il nemico, lo getta nel disordine e nella confusione e lo rende timoroso, privandolo così della strategia”.
Bur, Milano 2006 “Un’intera armata può essere depredata della sua energia vitale e il comandante può essere depredato della sua prontezza mentale. Infatti, al mattino l’energia vitale è intensa, a mezzogiorno è flebile, al crepuscolo è smorta. Prima rendi saldo il tuo cuore, poi spoglia quello dei generali nemici. Gli esperti di applicazioni strategiche evitano l’energia vitale intensa, e colpiscono il nemico quando essa è flebile o smorta: è questo il metodo per controllare l’energia vitale”. L’insegnamento della tredicesima legge deriva in parte anche da una tradizione secondo la quale gli uomini dei tempi antichi avevano “cuore di spogliare i cuori”, e dalla legge degli antichi aurighi, che recitava “da una mente ferma nasce la freschezza del vigore che porta alla vittoria”.
Guida Editore, Napoli 2005 “Un’intera armata può essere privata del suo spirito combattivo e un comandante in capo può perdere l’autocontrollo. Lo spirito di un soldato è più vivace all’alba; a mezzogiorno comincia a vacillare; a sera la sua mente è tutta presa dal desiderio di tornare al campo.” Parafrasando la legge, mattino significa inizio, mezzogiorno metà e sera fine. All’inizio delle operazioni i soldati sono freschi, in seguito diventano svogliati e incominciano a pensare al ritorno a casa. A questo punto si fanno vulnerabili. Con la tredicesima legge, l’autore invita il condottiero, lo stratega, il manager dei tempi d’oggi, a stabilire con attenzione il momento in cui iniziare ad agire. L’azione strategica deve essere decisa e attuata anche, e soprattutto, sulla base delle condizioni dell’avversario: è sconveniente attaccarlo quando egli è in grado di esprimersi al massimo livello di forma, mentre è consigliabile procedere quando le sue forze cominciano a vacillare.
Oscar Mondadori, Milano 2003 “Si possono privare le armate del loro vigore, della loro forza vitale. Si può annientare la mente del comandante. Il vigore al mattino è fresco, a mezzogiorno è stanco, a sera è esaurito. Un abile generale evita chi è fresco e colpisce invece chi si mostra ormai stanco ed esaurito. Questa è l’arte di padroneggiare la forza”. In fede alla filosofia taoista che ispira l’intera opera, l’autore considera la forza vitale, il “respiro” del nemico un ciclo, così come sono cicli il giorno e le stagioni. In quanto ineluttabili, l’abile generale non deve cercare di vincerli, né di regolarli, ma di conoscere la loro natura, per riuscire ad afferrare le opportunità che gli si offrono. Questa, conclude Sun Tzu, è l’arte di padroneggiare la forza vitale, il vigore, la propria energia.

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