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Valuta i vantaggi e schiera le tue forze di conseguenza, con le opportune integrazioni tattiche. E’ la valutazione dei vantaggi che determina la strategia.
Ubaldini, Roma 1990
Ubaldini, Roma 1990 L’organizzazione dipende dalla strategia, la strategia dipende dalle circostanze. La legge 9 va intesa come il naturale proseguimento della precedente: il comandante che presta attenzione ai precetti precedentemente enunciati, e agisce in conformità ad essi, sarà vittorioso; colui che non li rispetta, e non agisce conformemente ad essi, sarà sconfitto. Mentre trae consapevolezza dal vantaggio che gli deriva dalla conoscenza e dall’applicazione di questi consigli, un leader deve essere comunque pronto ad approfittare di ogni circostanza favorevole anche al di là di questi principi generali (i piani devono essere pertanto sempre modificabili in funzione delle circostanze).
Guida Editore, Napoli 2005 Con la legge 9 torna prepotentemente in vigore il concetto di strategia, determinata da una precisa analisi dei vantaggi connessi all’azione militare. Un’introduzione di Maurice Prestat a una riedizione francese del 1990 (Sun Tzu, L’Art de la Guerre, Paris 1990) mette in evidenza il suo significato di strategia globale. Secondo l’autore, la strategia di Sun Tzu non è solo militare, ma totale: lo stratega impiega capacità di tutte le specie: scientifiche e industriali (strategia dei mezzi) economiche, finanziarie, culturali, psicologiche, non per vincere esclusivamente una guerra militare, ma per gestire le situazioni, sfruttare le occasioni e impedire all’avversario di fare altrettanto.
Oscar Mondatori, Milano 2003 L’accento posto sull’attenta valutazione dei vantaggi da parte del comandante rimanda direttamente a una lettura dell’opera più volte compiuta dai critici: quella di considerare l’”Arte della Guerra” come arte del comando, arte della leadership. Non a caso tale interpretazione è avvenuta proprio in periodo in cui le leadership carismatiche erano tornate alla ribalta: Ronal Reagan negli Stati Uniti, Margareth Thatcher nel Regno Unito, Deng Xiaoping in Cina, Mikail Gorbaciov nella ex Unione Sovietica. Tra gli autori che si sono distinti in questa chiave di lettura, ricordiamo Donald Krause, di formazione manageriale, autore nel 1997 di un libro sulla “via del leader” (The Way of the leader, London 1997), dopo avere esplorato l’arte della guerra per i dirigenti d’azienda in cui ha parafrasato i vari capitoli sostituendo, al comandante in capo, il manager (The Art of War for Executives, London 1995).
Bur, Milano 2006 Secondo Sun Tzu l’uomo di potere controlla la sua autorità a seconda dei vantaggi che ne riceve. Egli invita il condottiero ad esercitare il potere al fine di aiutare gli eserciti dall’esterno e a valutare di conseguenza i vantaggi che ne derivano. In una parola, è fondamentale conservare la propria libertà d’azione cercando di ridurre quella dell’altro. La guerra quindi non è altro che un aspetto particolare della strategia militare, un elemento della strategia totale, uno strumento di un più ampio progetto politico.

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